mercoledì 13 maggio 2009

FUOCHI NELLA NOTTE - Puntata quattro della nuova era

Sono nato in un giorno di Aprile tra le montagne e il mare in quel lembo di Italia a sud del cielo e a nord della terra.
Sono nato prima di Paris Hilton e dopo Edgar Allan Poe.
Sono nato nell'anno in cui usciva "Io sono nato libero" ed era il giorno della liberazione.
Sono nato da madre bionda e padre bruno. Dell'una ho preso la sete, dell'altro ho preso il calore.
Sono nato urlando e da allora non ho smesso.

Sono cresciuto tra gli anni di piombo e la Milano da bere.
Sono cresciuto con Guccini in un orecchio e i Frankie goes to Hollywood nell'altro.
Sono cresciuto in una piccola città bastardo posto.
Sono cresciuto mentre moriva la Lambretta e nasceva la Vespa.
Sono cresciuto quando il mondo smetteva di crescere. Invecchiava. E male.

Ho imparato a tirare di fionda alle nuvole basse.
Ho imparato a distinguere il suono del mare dal rumore delle onde.
Ho imparato a correre contro vento.
Ho imparato a salire da fermo una scala mobile.
Ho imparato a leggere i graffiti del tempo sui volti dei vecchi.
Ho imparato che non si impara, si conserva.

La parte di me che ancora non è, vive, si agita e spinge. E' la paura.

Che paura hai tu, fratello rukko?

Io ho paura di un pianoforte.

domenica 10 maggio 2009

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI by Mike Goodmorning

IL FILM

I CENTO PASSI - Marco Tullio Giordana (2000)

« Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! »
Ieri, il 9 Maggio, era l'anniversario della morte di Peppino Impastato.
Trentuno anni fa il fondatore di Radio Aut veniva barbaramente assassinato dagli uomini di Tano Badalamenti, 'U Zù Tanu, boss di Cinisi, del quale Peppino denunciava pubblicamente i soprusi.
La sua morte passò quasi inosservata, perchè lo stesso giorno, in Via Caetani, Roma, veniva rinvenuto il corpo senza vita di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse.
"I Cento Passi" è l'appassionata biografia cinematografica di Peppino Impastato ad opera di Marco Tullio Giordana, con un superbo Luigi Lo Cascio nei panni del protagonista.
"I Cento Passi" sono la distanza tra casa Impastato e la casa dello Zù Tanu.
"I Cento Passi" sono lo spazio che ogni uomo giusto dovrebbe mettere tra sè e la mafia.
"I Cento Passi" è più di un film, è il manifesto di una Sicilia diversa, che ha il coraggio di dire NO anche a costo della propria vita.
La scena che segue è particolarmente intensa e si riferisce ai funerali di Peppino, sulle note di A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum. E' la scena finale, quella in cui la famiglia mafiosa rivendica il fatto di essere l'unica presente nella tragedia, omettendo di esserne stata l'artefice. Verrà smentita pochi secondi dopo, quando il paese intero si riverserà in strada scandendo il nome di Peppino con il pugno alzato al cielo.



IL LIBRO

UTO - Andrea De Carlo (Einaudi - 2007)

Dopo il suicidio del padre adottivo, Uto, un ragazzo difficile che suona il piano come un dio, viene mandato dalla madre a stare con una famiglia di amici negli Stati Uniti, presso una comunità spirituale.
La sua presenza avrà un effetto dirompente su quella famiglia, vittima inconsapevole di un Guru e di regole di vita "alternative" che si riveleranno effimere.
Un romanzo sul vero anticonformismo, basato non già sullo stile di vita, ma sul pensiero profondo di chi è diverso perchè libero.
Incredibile il colpo di scena finale.
Da leggere assolutamente.

INCIPIT: "Carissima Marianne,
ti scrivo perchè non so come dirtelo al telefono, è successa una cosa terribile e ancora quasi non me ne rendo conto. Prendere la penna è un modo di guardare le cose un poco più a distanza o almeno con più ordine e più tempo, non lo so. In ogni caso è successo questo: Antonio si è suicidato quattro giorni fa.



IL DISCO

AQUALUNG - Jethro Tull (Chrysalis Records - 1971)

Questa volta abbiamo scelto un "classico". Il disco forse più importante della sterminata produzione di Ian Anderson e soci. Una grande performance, che supera le barriere del progressive e regala brani indimenticabili, come la stessa title track e la mini suite gotica "My God".
Un disco entusiasmante, a partire dalla copertina (un ritratto cupo e crudele dello stesso Ian Anderson, nei panni di un barbone) e dai suoni spigolosi, degni del miglior hard rock, superbamente miscelati con le più tenui atmosfere del folk-blues e della musica barocca. Flauto ovviamente protagonista di quasi tutti i brani, talvolta suonato con la dolcezza della ballad (Wond'ring aloud, Sleepstream), talvolta con il gusto "ancient" (Mother Goose, Up to me), talvolta rabbioso (Cross-eyd Mary, la cui cover è stata incisa negli anni '80 dagli Iron Maiden, e Locomotive Breath), talvolta puro virtuosismo (My God).
Preludio ad un altro capolavoro, il successivo "Thick as a Brick", Aqualung è l'album/manifesto dei Jethro Tull e del loro leader, l'istrionico Anderson, che è riuscito nell'intento di fondere l'anima accademica con la pulsione rock come nessun altro esponente della corrente progressive.
E allora, for the bloody church of England.... My God.



Buon tutto fratelli rukki.

Mi.God.

giovedì 7 maggio 2009

L'OROSCOPO DEL SANGUE by Bloody Mary

Settimana dal 09\05 al 16\05

GRUPPO 0
Giorni difficili in campo affettivo, vi farete condizionare dall'influenza del vostro\vostra partner (La Bambola, Patty Pravo e Vivere senza te, Vasco Rossi). Momenti di svago e divertimento con amici (See you later alligator, Bill Haley and his Comets). Vedrete una persona dopo molto tempo (Incontro, Francesco Guccini).
Canzone della settimana:



GRUPPO A
In questi giorni potrete dare sfogo a tutta la vostra creatività senza pensare troppo a quanto vi scorre attorno (Light my fire, The Doors). Energia positiva da trasmettere a chi vi sta vicino, ma attenti a non esagerare (Lively up yourself, Bob Marley). Il sangue scorrerà fluido dietro le note di questa canzone:



GRUPPO B
Momenti di riflessione fuori stagione (L'anno che verrà, Lucio Dalla) e una inspiegabile malinconia (Canzone per Piero, Francesco Guccini) condizioneranno questa settimana e vi terranno ai margini del mondo esterno in lunghi momenti di riflessione (One more kiss dear, Vangelis).
Canzone della settimana:



GRUPPO AB
Sangue decisamente caldo (Libera nos a malo, Ligabue) e settimana altalenante in tutti i campi, soprattutto quello lavorativo, dove dovrete mantenere la calma per non sbottare (Il bombarolo, Fabrizio De Andrè).
La vostra canzone per questa settimana:



E per questa settimana è tutto... buone piastrine da... Bloody Mary.

mercoledì 6 maggio 2009

FUOCHI NELLA NOTTE - Puntata tre della nuova era

Alzate il volume. Stanotte si parte così:



L'avete sentito l'attacco più folgorante della storia del rock?
Quel rullante, quell'unico colpo sul pattern, ossessivo, violento come se si infrangesse su una gigantesca incudine!
L'avete visto John Hammer, l'uomo martello, "The man who buildt America", mentre a mani nude spacca le montagne per costruire da solo la terra promessa?
Questo narra la leggenda. L'epica americana che non si è potuta permettere di scritturare un Omero o un Virgilio a raccontarne le gesta e si è affidata alla sua musica.
Ma qual è la sua musica?
Quando nel sud gli schiavi raccoglitori di cotone finivano il loro massacrante turno nei campi, si riunivano in sordide baracche ed iniziavano a cantare e suonare la musica della loro terra, prima della deportazione.
Una musica spiccatamente ritmica, alla quale aggiungevano gli "shouts" e gli "hollers" e gli "howls", le urla disperate con cui accompagnavano il loro lavoro e comunicavano la loro voglia di riscatto da quella condizione disumana.
Un telaio sonoro impostato sul "call and reponse", un grido di "chiamata" al quale doveva succedere un grido di "risposta", come un agghiacciante appello dove quel grido era l'unico modo per dire "Sì, ci sono! Esisto!".
Un urlo primordiale, le cui tracce indelebili hanno trasformato la storia della musica e influenzato l'arte tutta. Urlo come rabbia, urlo come paura, urlo come disperazione, la stessa che vedremo in Munch e che leggeremo in Ginsberg.
Urlo al posto della parola, anche quando vuol semplicemente dire "Io sto bene", in un ossimoro grande come l'America. Un urlo come questo:



Poi arrivò il giorno in cui qualcuno si accorse che gli sporchi africani non usavano la musica solo per intrattenimento. Quei negri bastardi usavano il ritmo per comunicare! Avevano un codice e attraverso i tamburi si parlavano, organizzavano fughe, si chiamavano in segreto a raccolta. "Talkin'Drum" era il nome che i bianchi diedero a quello che in Africa si chiamava semplicemente "Tam Tam".
Ma il "Tamburo Parlante" doveva essere eliminato! Troppo rischioso lasciare agli schiavi un codice segreto per dirsi cose che i bianchi non potevano sentire.
Però che peccato rinunciare a quella musica! Ai padroni piaceva avere dei giullari di corte che allietavano le loro feste con quella musica strana, primitiva, ma così eccitante!
E allora a qualcuno venne l'idea: che continuino a suonare, ma non con i loro strumenti autoctoni. Senza quegli strani strumenti intagliati nell'ebano e nell'avorio non avrebbero potuto prendersi gioco di loro e complottare sotto il loro naso.
Così i bicorde e i bonghi vennero messi al bando e progressivamente sostituiti da benjo, chitarre, contrabassi, che gli africani impararono a suonare con la stessa rapidità con la quale impararono a subire la violenza dei bianchi.
Senza saperlo avevano inventato il Blues.



E di cosa parla il blues?
Parla di uomini e di disperazione. Di storie tragiche, e di eroi. Di leggende e di amore.
Fu così che nacque l'epica americana, popolata di personaggi come John Hammer, l'uomo martello, "The man who buildt America" da solo, spaccando le montagne a mani nude fino a morirne. Come molti fratelli neri erano morti per servire un paese che non era il loro, per costruire i loro ponti, le loro ferrovie, le loro belle case. E in cambio non un "grazie", ma la schiavitù.
Il blues parla di libertà e di eroi come John Henry, Mr Tambourine Man, Mr Jones, che continueranno la loro vita immaginaria alla ricerca di quel riscatto, nelle canzoni dei loro figli, nipoti, pronipoti.
Il blues parla di guerra, quella guerra che i neri combatterono al fianco dei bianchi per fare grande un paese che non era il loro, ma per il quale morirono a migliaia. E in cambio non una pacca sulla spalla, ma il razzismo e l'emarginazione.
Il blues parla di tutto ciò di cui la musica parlerà, da quel momento in poi.
Perchè qualunque cosa ascoltiate fratelli rukki, si chiamasse anche Amedeo Minghi, nasce da lì, da un uomo che spaccava da solo le montagne a mani nude.
Non dimenticatevene.
Mai.


Bico.

lunedì 4 maggio 2009

La rassegna stampa rukka.

Buongiorno, è lunedì, mi sono appena alzato (ed è perfino troppo presto) e mi girano anche un po' le palle (forse proprio perché è lunedì) per cui guardo un po' di notizie con l'occhio germanato di chi ha ancora sonno e le butto là, a caso.

Dunque, dunque... vediamo un po'...

Il Boston Globe potrebbe chiudere. Ehm... dovrei approfondire ma non ne ho voglia... continuiamo... anzi, no, prima metto una canzone. Una canzone bella, va', che ne ho bisogno per svegliarmi e sognare.



Vi aspettate Silvio e Veronica ora eh? Na na na...

OPERAZIONE ANTI RICICLAGGIO A SAN MARINO, ILLECITI PER MILIONI DI EURO, INQUISITI IMPRENDITORI ITALIANI, E che gli faranno a questi? Secondo me, niente. Bah... andiamo avanti.

H1N1 (danno ai virus il nome di un attacco stile battaglia navale) Secondo caso in Italia di influenza suina. Qualcuno dice: Virus in calo! Qualcun altro: no! Potrebbe riemergere.
E mettetevi d'accordo, no? Almeno fateci sapere.

Vediamo un po' le cose di casa nostra? Almeno, un paio di cosette che scorgo qua e là:
Bossi contrattacca: legge elettorale con chi ci sta. E chi non ci sta si attacca eh? Bene, bene...
A Trento crolla l'affluenza per le comunali. Mi pare drammaticamente logico, visto le proposte che girano in questi partitucoli.

Toh... invece Franceschini teme di risvegliarsi in una Repubblica asiatica. O se ci andassero tutti, invece, in qualche (più lontana possibile) Repubblica asiatica? Già... ma che ci hanno fatto di male le Repubbliche asiatiche per meritarsi questi qua? Chiedo venia.

Intanto ci facciamo notare in Afghanistan: Italiani sparano, uccisa una bambina, tre feriti. (E Frattini si dichiara sgomento).

Io mi prendo un caffè e lascio una canzone, è meglio.



Oh... oggi metto Guccini eh? A chi non sta bene se ne vada pure in qualche altra radio ad ascoltare le solite 3 canzoncine che girano a rotazione.
Farewell... che capolavoro. E ora, qualcuno dopo questa canzone potrebbe pensare che la prossima notizia sarà su Veronica e Silvio... naaaaa.

Toh, una notizia succosa: Arriva il software che risponde alle domande. Bene, io comincio a preparare le mie, poi vediamo che risponderà.

E ora, una serie di notizie del genere "e chi se ne frega?"
- Emy Winehouse sviene ai Caraibi.
- Mostra degli scatti di Madonna nuda. (Non è una bestemmia eh? Anche se pensare ancora a Madonna nuda, in effetti, un pochettino...)
- Vaticano contro Angeli e Demoni.
- Mike: fa male essere fuori da Mediaset.

E ora, ladies end gentlemen, una canzone del Maestro Francesco Guccini.



Evabbè!!! Quindi ora qualcuno penserà che questa sia la canzone adatta per introdurre il discorso su Lario e Berlusconi.
No!

Sport: Valentino vince, Nadal vince, l'Inter vince, la Juve pareggia, Milito ne fa tre, il Barcellona affonda il Real e il Panatinaikos vince la Coppa Europea di basket.

Per le notizie di economia sono ancora troppo addormentato, leggo distrattamente, invece che Castro dice "vergognati!" a Obama (speriamo non sia per l'abbronzatura) ma anche di quel che dice Castro non è che mi importi molto, così vado a chiudere con un'altra canzone di Francesco Guccini: il testamento del pagliaccio. (E' inedita, ci rimettiamo alla clemenza del Maestro per non finire dietro le sbarre come criminali incalliti, dopotutto... c'è di peggio in questo "benedetto, assurdo belpaese").



E così abbiamo anche commentato la notizia del giorno. (Finalmente, eh?)

Alla prossima rassegna stampa (ovviamente rukka).

Pok.

venerdì 1 maggio 2009

Consigli per gli acquisti

IL FILM

"Il buono, il brutto, il cattivo" - SERGIO LEONE

Omaggiamo uno dei più grandi registi della storia del cinema, un "Grande Rukko", Sergio Leone, colui che ha avuto la forza e il coraggio di dire agli americani: "voi siete così!" con i suoi capolavori. Lo ricordiamo all'indomani dal ventesimo anniversario della sua scomparsa (il 30 aprile) scegliendo uno dei suoi film che hanno fatto epoca (ed epica): "Il buono, il brutto e il cattivo". La trama? Speriamo bene che sia conosciuta. Un capolavoro in cui si intrecciano le storie dei tre personaggi, Clint "il biondo" Eastwood (il buono), Eli "Tuco" Wallace (il brutto) e Lee "Sentenza" Van Cleef (il cattivo), tre balordi che si muovono alla ricerca di un tesoro durante le fasi più crude della guerra di secessione americana. Leone parte da Chaplin (come spesso gli capitava) e dal suo "Monsieur Verdoux": cosa sono i delitti del singolo di fronte a una follia collettiva come la guerra? Lo spiega bene il tenente dei nordisti (Aldo Giuffrè, nei 10 minuti più esaltanti della sua carriera) quando stringe con affetto una bottiglia di whisky spiegando a Clint e Eli cos'è che più di tutto fa vincere le guerre: Chi possiede più bottiglie per ubriacare i soldati e mandarli al macello, quello vince. Noi - e quelli dell'altra parte del fiume - abbiamo una sola cosa in comune: l'alcool..
Film da ricordare per ogni singolo fotogramma, per ogni singola nota della strepitosa colonna sonora di Ennio Morricone, per ogni inquadratura, per ogni battuta e...per le sue "perle di saggezza".



IL LIBRO

"Catenaccio!" - GIANFRANCESCO TURANO

Un piccolo capolavoro, purtroppo poco noto, ma imperdibile! La storia dell'allenatore di calcio Luigi Litaliano.
Ingaggi milionari, modelle bellissime, auto di lusso. Niente di tutto questo si palesa nei quarant'anni di carriera di mister Litaliano. L'allenatore più esonerato della storia del calcio sta per appendere la tuta al chiodo dopo 999 partite, quando il barone Uto Sombrero di Cirrocumulo gli propone la sfida di ogni secolo: una selezione di ricchi sostenitori del calcio moderno votato all'offensiva, giocherà contro i morti di fame di mister Litaliano, accomunati dalla fede nel difensivismo catenacciaro e, vieppiù, dalla fedina penale maculata.
Un libro divertentissimo, ironico, dal linguaggio sorprendente: un italiano aulico e sgangherato allo stesso tempo dà voce al protagonista e ai suoi discepoli.
Achei Associazione Oligarchica contro Troia Football Club. Chi vincerà?

INCIPIT:
Intanto, le presentazioni. Mi chiamo Luigi Litaliano. Avete letto bene: Litaliano senza apostrofo. Dice che forse c'è stato un errore quando fu registrato mio bisnonno, ai tempi di Garibaldi, ma non so se la cosa è di pubblico interesse, visto che a me per primo non me ne frega un cazzo...



IL DISCO

"Parole Sante" - ASCANIO CELESTINI

Un sorprendente Ascanio Celestini che si scopre cantautore. Il suo "Parole Sante" è un disco di canzoni ben suonate e ben interpretate, con un occhio ai temi sociali a lui cari, ma anche il gusto del divertissement. Ironico come lo conosciamo, sa commuovere e far riflettere. A tratti ricorda la musicalità di De André ("Noi siamo gli asini", brano dal tema difficile: i manicomi, scritto ben prima del Cristicchi sanremese), pur mantenendo uno stile originalissimo. Ma a stupire davvero è la musica; non soltanto un pretesto per enfatizzare i testi, ma composizioni di ampio respiro, semplici e dirette, per lo più acustiche, magistralmente suonate e molto raffinate. "L'amore stupisce" è un gioiellino che per un po' ha conquistato anche le radio, mentre "La rivoluzione" è caustica come il miglior Celestini teatrale con in più la suggestione del canto. Chapeau.




Buon ascoltovisionelettura dal vostro...
EMME GI

mercoledì 29 aprile 2009

FUOCHI NELLA NOTTE - Puntata due della nuova era

No, non l'ipocrisia, non l'egoismo, non la falsità. I massimi sistemi non fanno per me. Non sono capace di intolleranze generiche, di odio senza indirizzo e numero civico.
Io non tollero ciò che banalmente mi uccide tutti i giorni.
Io non tollero gli asciugamani a phon dei bagni pubblici, che poi le mani restano bagnate ma hai perso un sacco di tempo sotto un rumore infernale.
Non tollero il codice IBAN, stramaledetto chi l'ha inventato, fatto apposta per essere sbagliato, con tutti quei numeri, quegli zeri che non sai mai se li hai contati correttamente.
Io non tollero la macchina della polizia che in una strada con divieto di sorpasso va deliberatamente a 20 all'ora, con il solo scopo di farti girare le palle.
Non tollero i call center dove per parlare con un cazzo di operatore devi prima entrare in labirinto di cancelletti, numeri, asterischi che neanche Virgilio ti tira fuori dall'Inferno!
Questo non tollero.
Non me ne frega un cazzo di Berlusconi e le sue candidature alle europee. Mi fanno paura semmai i tanti suoi emuli che sopravviveranno a lui perpetrando il "berlusconismo" nei secoli dei secoli.
Non me ne frega un cazzo dell'influenza suina. Mi fa paura che nessuno si accorga della lebbra, che ancora uccide il quarto mondo. Milioni di persone! Altro che venti casi accertati!
Finchè dura.
Perchè il problema è che più passano gli anni, più sono le cose di cui non me ne frega niente. Ma crescono le cazzate del quotidiano che non tollero.
Tra poco mi ritroverò a odiare il Grande Puffo, la cometa di Haley, i ghiaccioli al limone, la settimana enigmistica, il mezzo Toscano, la voce preregistrata delle stazioni ferroviarie...
Ma ignorerò le stragi di stato, la mafia, la fame nel mondo, la catastrofe ambientale, le guerre, i terremoti, gli tzunami.
Quanto stiamo rimpicciolendo fratelli rukki? Ci stiamo globalizzando così tanto che del globo non ce ne frega più niente, perchè non siamo noi che andiamo da lui, ma lui che si restringe su di noi incapsulandoci nel nostro infimo orticello.
Ma sì, va bene così, tanto quando questo mondo infetto esploderà... Noi non ci saremo!



Ma qui si parla di musica, quindi al diavolo tutto, torniamo a fare il nostro mestiere di educatori di orecchie rukke. E siccome stanotte mi sento in vena, voglio parlarvi di amore. Sì, l'amore, il tema più cantato del mondo, l'ispiratore principe, il pilastro lirico per eccellenza.
Spesso mi si accusa di snobismo intellettuale perchè alle canzoni in tema non dedico troppa attenzione. Voglio rimediare.
Ma anche mettervi in guardia. Cantare l'amore senza banalizzarlo è impresa ardua. E non c'è niente di peggio che la banalità quando si parla di sentimenti. Perchè il cuore innamorato si accontenta di cose semplici, è debole, incapace di critica. Ed è lì che si annida il musico-truffatore. Lo pseudo cantautore che di questa debolezza approfitta somministrando dosi di idiozia tipo "mi sembra chiaro che sono ancora impantanato con te". Confidando nel fatto che una rima baciata e un linguaggio giovanilista siano la ricetta vincente per chi, nel sollucchero del momento, non ha capacità di leggere oltre le righe.
Chi di noi non è caduto in trappola almeno una volta?
Chi di noi non si è mai ritrovato a dichiarare "Lo so, è una canzone stupida, ma mi riporta a quel tempo in cui..."
Fratelli rukki, anzi, rukketti innamorati... una canzone stupida è solo una canzone stupida. Se in quell'estate dell'85 i juke box sulla spiaggia vi avessero bombardati con "Aria di Neve" di Sergio Endrigo, anzichè con "Marina ti voglio al più presto sposar" adesso avreste un ricordo d'autore e non soltanto un motivetto banale a evocare la vostra travolgente passione.
Ma eravate deboli. E indulgenti. Perchè dominavate il mondo, il cuore batteva più forte, la ragazzina con le lentiggini vi stringeva tra le sue braccia. La colonna sonora era poco più che un dettaglio in sottofondo.
Solo ora vi accorgete che, come la Madelaine di Proust, quella musica era la firma in calce al vostro contratto con l'adolescenza, i giorni felici... l'amore.
E l'avete regalata a Raf!!!
Certo che non è colpa vostra!
Ve l'ho detto, non sono capace di intolleranze generiche: il colpevole ha nome e cognome!
E non è neppure il cantantucolo di turno, ma la casa discografica che costruisce ad arte fenomeni di un'estate approfittando di quella debolezza chiamata amore. E paghereste qualunque cifra per tornare ad essere deboli, buttare nel cesso i CD dei Velvet Underground, appassionarvi a Michele Zarrillo e rivivere quei giorni.
E' così che ci hanno fregati. E' così che ci hanno drogati.
Ah ma io mi sono disintossicato sapete? Sono entrato in una comunità di recupero per musicodementi innamorati. Mi hanno somministrato endovene di Claudio Lolli, clisteri di CCCP, supposte di Demetrio Stratos.
Adesso sono libero e posso farvi ascoltare una canzone d'amore. Una canzone d'amore vera intendo, non un trucco per abbindolare cuori ingenui.
Ma prima vi chiedo di chiudere gli occhi, immaginarvi in una valle silenziosa, solo voi e la selva incolta, pensare intensamente alla persona che amate e proiettarvi indietro nel tempo. Molto indietro. 750.000 anni fa...



Il Banco del Mutuo Soccorso! La voce di Francesco Di Giacomo, lo "scimmione senza ragione".
Se è vero che l'amore è pura emozione, beh Bico, il bastardo, il giocatore incallito, ha speso una lacrima per ogni nota quando la ascoltò per la prima volta. Lacrime di emozione per quell'amore puro, sincero di cui forse è sempre stato incapace. Un amore possibile solo settecentocinquantamila anni fa, ma forse l'unico che varrebbe la pena vivere.

La notte è già alta sul cielo di Ko de Mondo e la mia Chesterfield è ormai un cilindro di cenere pronto a bruciarmi le dita.
E' il segnale della regìa inesistente che anche questo fuoco nella notte sta per spegnersi.
Dormite e sognate fratelli rukki. E pensate all'ultima volta in cui il vostro cuore ha battuto talmente forte da non farvi pensare che a lei. Se vi sveglierete con un sorriso strano non fatevi domande. Nessuno sa cos'è, nessuno ha la ricetta per guarirvi. L'amore... è solo carte da decifrare.



Sempre vostro.

Bico